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Houthi: "Se Usa intervengono a Bab el Mandeb colpiremo"
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Houthi: “Se Usa intervengono a Bab el Mandeb colpiremo loro interessi in area”

militari, povero, rivolta, terzo mondo

La nuova minaccia degli Houthi agli Usa e non solo nell’ambito della guerra in Iran. La situazione di tensione in Medio Oriente.

Le tensioni in Medio Oriente si intrecciano attorno a due snodi strategici per la navigazione internazionale, mentre sul fronte di Gaza prende forma un nuovo progetto per la ricostruzione della Striscia. A parlare sono gli Houthi, l’Iran e il Board of Peace promosso dal presidente americano Donald Trump.

mappa con la cartina dello stretto di Hormuz
cartina con lo stretto di Hormuz – newsmondo.it

Houthi minacciano Usa

Un eventuale intervento degli Stati Uniti nello stretto di Bab el Mandeb rappresenterebbe per gli Houthi una “linea rossa”. A dichiararlo all’Agence France-Presse è stato Abed Mohammed al-Thawr, consigliere militare del gruppo yemenita e consigliere del ministro della Difesa dell’autoproclamato governo degli Houthi.

Il monito rivolto a Washington è netto. Secondo al-Thawr, se gli Stati Uniti “osassero sostenere l’Arabia saudita con raid o appoggio aereo”, il gruppo considererebbe “come obiettivi tutti gli interessi americani nella regione”. Le parole del consigliere si inseriscono quindi in un quadro di forte attenzione sulle possibili conseguenze di un coinvolgimento militare statunitense nell’area.

Dallo Stretto di Hormuz al piano per Gaza

Contemporaneamente, un’altra dichiarazione ha riacceso l’attenzione sullo stretto di Hormuz. L’ambasciatore iraniano in Russia, Kazem Jalali, ha sostenuto che gli Stati Uniti dovranno accettare il nuovo status giuridico dello stretto, che dovrebbe essere deciso da Iran e Oman, se intendono continuare a transitare attraverso il canale. Lo riferisce l’agenzia di stampa iraniana Isna. La dichiarazione è arrivata dopo l’incontro tra funzionari statunitensi e iraniani tenutosi all’Assemblea.

Sul fronte di Gaza, intanto, il Board of Peace promosso da Trump si prepara a presentare un piano di ricostruzione della durata di sei mesi e dal valore di 2,45 miliardi di dollari. A rivelarlo è stato il giornalista di Axios Barak Ravid.

La proposta comprende 66 progetti e indica una tabella di marcia per i primi mesi di ricostruzione e governance della Striscia. Il documento prevede fondi per alloggi temporanei, rimozione delle macerie, riparazione degli ospedali, ripresa economica e dispiegamento di una forza di sicurezza multinazionale. Per la sua attuazione, però, il piano necessita della cooperazione sia di Israele sia di Hamas.

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ultimo aggiornamento: 23 Settembre 2026 16:13

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